Shock petrolifero scuote i mercati mentre il conflitto in Medio Oriente si intensifica 📉 Con il conflitto in Medio Oriente che entra nel suo settimo giorno, lo Stretto di Hormuz rimane virtualmente fermo, facendo schizzare i prezzi del petrolio ai loro livelli più alti dal 2024 e innescando un ampio movimento di avversione al rischio tra le azioni globali. Con il rapporto sui posti di lavoro negli Stati Uniti di febbraio in arrivo oggi (consenso: solo 50K posti di lavoro), gli investitori si preparano a una maggiore volatilità. Azioni sotto pressione, l'Asia mostra resilienza 📊 • S&P 500: −0,6% a 6.831, appesantito dalle paure energetiche e dalle preoccupazioni per l'inflazione. • Nasdaq 100 (NAS100): −0,3% a 25.020, sovraperformando mentre la tecnologia si è mantenuta relativamente solida. • Dow Jones: −1,6% (−785 pts) a 47.955, diretto verso la sua peggior settimana da ottobre. • Nikkei 225: +0,4% a 55.490, recuperando dalle perdite precedenti nella sessione di venerdì. • Hang Seng: +1,0% a 25.586, estendendo i guadagni di giovedì grazie all'ottimismo per gli stimoli in Cina. • Nifty 50 (IND50): -0,6% a 24.617, poiché l'aumento dei prezzi del petrolio potrebbe frenare l'economia del terzo più grande importatore di petrolio al mondo. Crypto si consolida dopo il breakout ₿ Dopo essere schizzato oltre $72.000 all'inizio di questa settimana grazie al calo delle paure di guerra, Bitcoin è tornato a ~$71.310 (−1,6% in 24h) mentre l'umore di avversione al rischio ritorna. ETH si attesta a ~$2.088 (−1,6%) e SOL a ~$88,55 (−1,8%). Nonostante il calo, i flussi istituzionali rimangono robusti, CoinShares riporta che il ritiro non ha scosso i grandi allocatori di capitali. La narrazione di BTC come oro digitale continua a guadagnare terreno insieme all'aumento dell'oro fisico. Scopri di più [ Materie prime e venti contrari macro ⚠️ • Petrolio: WTI è aumentato dell'8,5% a $81,01 giovedì (5 marzo), con il petrolio Brent che è salito di ~5% a $84,20, i maggiori guadagni settimanali da marzo 2022. Le paure di interruzione nello Stretto di Hormuz sono il principale motore. • Oro: Offerta a $5.124 (+0,9%), mantenendosi vicino ai massimi storici mentre la domanda di beni rifugio rimane saldamente intatta. La Polonia, il più grande acquirente sovrano di oro al mondo per due anni consecutivi, sta ora considerando di vendere riserve per raddoppiare il proprio bilancio per la difesa, il che potrebbe aggiungere una nuova dinamica.